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Schema D.lgs. 30 novembre 2010 (Direttiva 2009/28 CE)

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 30 novembre 2010, lo schema di Decreto Legislativo per l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili.

Molte le novità soprattutto in riferimento al procedimento autorizzatorio.

Va chiarito che l’iter legislativo di adozione del suddetto Decreto Legislativo non è ancora concluso, dovendo lo stesso, alla data del presente contributo, essere discusso nelle Commissioni parlamentari e nella Conferenza Stato-Regioni Unificata. Non po’ dunque escludersi che vengano apportate modifiche al suo contenuto.

Ad oggi, come sottolineato, tra i punti di riforma di maggiore impatto per gli operatori, segnaliamo quelli riguardanti il procedimento autorizzatorio. In particolare, il Decreto individua tre varianti procedimentali per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili a seconda della potenza e delle caratteristiche degli impianti:
a) l’autorizzazione unica (AU – ex art. 5)
b) la denuncia di impianto alimentato da energia rinnovabile (DIRE – ex art. art. 6)

c) la comunicazione di attività in edilizia libera

L’art. 5 dello schema di Decreto contiene alcune novità rilevanti in tema di AU.

Si segnala, anzitutto, la previsione dell’obbligo di assoggettamento ad AU delle cd. “modifiche sostanziali” per ciascun tipo di impianto legislativo. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza Unificata, saranno individuate, per ciascuna tipologia di impianto e di fonte, gli interventi di modifica sostanziale degli impianti da assoggettare ad autorizzazione unica, fermo restando il rinnovo dell’autorizzazione unica in caso di modifiche qualificate come sostanziali dal Codice dell’Ambiente. Comunque, si legge al comma 3 dell’art. 5 che fino all’emanazione del suddetto decreto interministeriale, non sono considerati sostanziali “gli interventi da realizzare sugli impianti fotovoltaici, idroelettrici ed eolici esistenti, a prescindere dalla potenza nominale, che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell’area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse”.

Altra novità rilevante contenuta nell’art. 5 dello schema di Decreto riguarda i tempi massimi conclusione del procedimento unico di cui all’art. 12, comma 4, del D.lgs. n. 387/2003. La norma in questione, nel prevedere che l’AU è rilasciata a seguito del procedimento unico, dispone che “Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non può comunque essere superiore a centottanta giorni”. Tale prescrizione subirà una sensibile modifica, atteso che la nuova formulazione, ove confermata, prescrive quanto segue:
– il termine massimo per la conclusione del procedimento unico non può essere superiore a centottanta giorni comprensivi della procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’art. 20 del Codice dell’Ambiente nel caso in cui tale verifica si concluda con l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale;
– il termine massimo per la conclusione del procedimento unico non può essere superiore a 90 giorni al netto dei tempi previsti dall’art. 26 del Codice dell’Ambiente per il provvedimento di valutazione di impatto ambientale, nel caso di impianti sottoposti a valutazione di impatto ambientale. In quest’ultima ipotesi, però, ai 90 giorni predetti dovranno aggiungersi i 150 giorni per la conclusione della VIA (“L’autorità competente conclude con provvedimento espresso e motivato il procedimento di valutazione dell’impatto ambientale nei centocinquanta giorni successivi alla presentazione dell’istanza”, con possibilità di proroga motivata per un massimo di 60 giorni).

b) Denuncia di impianto alimentato da energia rinnovabile

L’art. 6 dello schema di Decreto contempla una procedura semplificata di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio degli impianti di energia alimentati da fonti rinnovabili. Tale procedura, denominata “DIRE”, sostituirà a tutti gli effetti la denuncia di inizio attività per gli impianti di cui ai paragrafi 11 e 12 delle Linee Guida di cui al DM 10 settembre 2010.

La nuova procedura semplificata è così strutturata:
– il proprietario dell’immobile o chi abbia disponibilità sugli immobili interessati dall’impianto e dalle opere connesse, presenta, anche per via telematica, la DIRE al Comune almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie; alla DIRE, deve allegarsi il preventivo per la connessione redatto dal gestore della rete e accettato dal proponente;
– nel caso di immobile sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete all’amministrazione comunale, il termine di trenta giorni di cui sopra deve essere sospeso e ricomincia a decorrere dalla scadenza del termine previsto per la conclusione del relativo procedimento vincolistico; decorso inutilmente tale termine, si considera acquisito l’assenso (ovviamente in caso di diniego prima della scadenza di detto termine, la DIRE è priva di effetti);
– qualora, invece, l’immobile oggetto dell’intervento è sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete all’amministrazione comunale, ove il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non sia allegato alla DIRE, il Comune deve convocare, entro venti giorni dalla presentazione della DIRE, una conferenza di servizi ai sensi dell’art. 14 della legge 241/90; il termine di trenta giorni, in questo caso, decorre dall’adozione della decisione conclusiva della conferenza dei servizi.

La DIRE è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni ed eventuali lavori non ultimati nel periodo predetto dovranno essere assoggettati ad un nuovo procedimento.

In relazione alla portata applicativa, l’art. 6 suddetto dispone che le Regioni e le Province autonome possono estendere la soglia di applicazione della procedura semplificata in questione agli impianti di potenza nominale fino a 1 MW.
Infine, si segnala una previsione che chiarisce l’applicabilità delle nuove prescrizioni ai procedimenti pendenti rispetto ai quali continuerà ad applicarsi la previgente disciplina “ferma restando per il proponente la possibilità di optare per la DIRE”.

c) La comunicazione di attività in edilizia libera

In ultimo, facciamo presente che il comma 4 dell’art. 6, nel prevedere che la comunicazione di cui ai paragrafi 11 e 12 delle Linee Guida di cui al DM 10 settembre 2010 continua ad applicarsi, alle stesse condizioni e modalità, agli impianti previsti, precisa che le Regioni e le Province autonome nell’ambito della loro potestà legislativa, possono estendere il regime della comunicazione:
– ai progetti di impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale fino a 50 kW,
– agli impianti fotovoltaici e solari termici di qualsivoglia potenza da realizzare sugli edifici.

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