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Brevi considerazioni sugli “ultimi mesi di vita del Terzo Conto Energia”: come non deve legiferarsi nell’Energy

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Pubblchiamo un contributo dell’Avv. Pasquale Silvestro sul Quarto Conto Energia

Negli ultimi due anni, il comparto delle energie rinnovabili ha subito drastiche virate legislative che hanno di fatto determinato incertezza normativa e conseguente impossibilità di pianificazione long term degli investimenti.

A dire il vero, possiamo pacificamente sostenere che la “colpa” di tale incertezza è imputabile tanto al legislatore nazionale quanto a quelli regionali e sicuramente riconducibile ad una assenza di coordinamento e organicità in un settore che meriterebbe ben altro trattamento, soprattutto alla luce delle ricadute occupazionali che lo stesso determina.

E visto che a fare un elenco esaustivo forse non basterebbe l’intero numero della rivista, e volendo rispettare i dettami dell’editore, ci limitiamo a qualche considerazione sulle ultimissime fatiche del legislatore, con particolare riferimento al D.lgs. n. 28/2011 ed al Decreto attuativo sul cd. “Quarto Conto Energia”, di cui al D.M. 05/05/2011.
Partiamo dal primo provvedimento legislativo. Adottato, in attuazione della direttiva 2009/28/CE e sulla base della legge 4 giugno 2010 n. 96, il Decreto definisce strumenti, meccanismi ed incentivi necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia.
Nella presente analisi ci limiteremo all’esame della norma che più di tutte ha destato sorpresa, e finanche incredulità, tra gli operatori del settore ovvero quella che disciplina la incentivazione della produzione di energia elettrica rinnovabile da fonte solare.
Dispone infatti l’art. 23, comma 9-bis, del Decreto che ”Le disposizioni del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 agosto 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2010(cd. “Terzo Conto Energia”), si applicano alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per i quali l’allacciamento alla rete elettrica abbia luogo entro il 31 maggio 2011”.
Per quanto concerne invece gli impianti il cui allacciamento alla rete elettrica avrà luogo in data successiva al 31 maggio 2011, ai sensi del comma 9-ter dell’art. 23, questi saranno soggetti alle disposizioni di cui al vigente Decreto sul Quarto Conto Energia.
In questa sede, è ns. intenzione esprimere alcune considerazioni sul modus operandi del legislatore.
In sostanza, il D.lgs. n. 28/2011, attraverso la fissazione al 31 maggio 2011 del termine ultimo entro cui gli impianti dovranno essere connessi alla rete elettrica, è intervenuto sulla efficacia temporale degli incentivi di cui al Terzo Conto Energia che, a far data dalla pubblicazione del DM 06.08.2010, aveva consentito agli operatori la opportunità di pianificare investimenti per il triennio 2011-2013.
Con l’approvazione della norma suddetta, il Terzo Conto Energia ha avuto dunque vita breve, appena 4 mesi! Ma vi è di più.
Nel presupposto perseguimento degli obiettivi 2020, il legislatore è stato capace di intervenire su un quadro regolatorio certo, di limitare fino ad annullarne la portata, il tutto senza preoccuparsi fin da subito di fornire certezze per il futuro, certezze che in un settore strategico come quello dell’energie rinnovabili non potevano essere rappresentate dalla fissazione del termine del 30 aprile 2011 fissato per l’adozione del Decreto sul Quarto Conto Energia.
Chiariamo fin da subito che, a ns. avviso, le critiche più dure che possono muoversi al Governo riguardano non tanto o solo la decisione di limitare ed annullare la portata applicativa delle norme di cui al Terzo Conto Energia, quanto quello di averlo fatto ignorando da subito il dovuto apporto regolatorio agli investimenti successivi al 31 maggio 2011.
A ciò si aggiunga, e siamo al contenuto del Decreto sul Quarto Conto Energia, che il Legislatore, a differenza di quanto si vociferava in ambienti istituzionali prima della approvazione del suddetto Decreto, non ha inserito alcuna norma riguardante la salvaguardia dei diritti acquisiti da parte di coloro che avevano da tempo pianificato investimenti nel settore fotovoltaico sulla base delle norme di cui al Terzo Conto Energia.
Nel concreto, facendo applicazione delle norme di cui alle Linee Guida nazionali (DM 10.09.2010), il rispetto del termine del 31 maggio 2011 appare impossibile finanche per coloro i quali hanno pianificato investimenti già dai primi di settembre dello scorso anno.
Ipotizziamo, infatti, il caso di un investitore che, nell’ottica di fruire degli incentivi di cui al Terzo Conto Energia, abbia depositato a metà settembre 2010 una istanza di autorizzazione unica avente ad oggetto la realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza nominale superiore ad 1MW.
Ebbene, assumendo quali parametri di riferimento temporale i 180 giorni dalla presentazione della istanza quale termine di durata della Conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione unica e, ad essere ottimisti, 90 giorni per connettere l’impianto alla rete, al finale, un progetto del genere non vedrebbe garantito l’accesso alla tariffe incentivante di cui al Terzo Conto Energia perché rischierebbe di essere allacciato solo a Giugno 2011.
Il danno per gli operatori è evidente, soprattutto in termini di costi sostenuti per realizzare il progetto. La pianificazione secondo numeri certi, quelli di cui al DM 6.08.2010, è così vanificata da un Decreto che produce effetti retroattivi.
Oltretutto il Decreto, nel tentativo di contenere l’incidenza degli incentivi sul bilancio statale, determina anche un paradosso evidente.
E’ noto infatti che la ricca tariffa incentivante di cui al DM 19 febbraio 2007 (cd. “Secondo Conto Energia”), a seguito della proroga contenuta nella legge 13 agosto n. 129, è stata garantita a tutti gli impianti terminati entro 31 dicembre 2010 anche se otterranno l’allacciamento solo il 30 giugno 2011. Viceversa, in base all’art. 23, comma 9-bis del Decreto, un impianto terminato nei primi di gennaio, ove ottenga l’allacciamento il 1 giugno 2011, si vedrà preclusa la tariffa più bassa del Terzo Conto Energia.
Dicevamo che nel testo del Decreto sul Quarto Conto Energia, purtroppo, non vi è traccia di alcuna norma di salvaguardia per i suddetti investimenti, norma che in qualche modo avrebbe potuto essere rappresentata dalla proroga al 31 Agosto 2011 della vigenza del Terzo Conto Energia.

Tale proroga era stata annunciata sia dal Ministro Stefania Prestigiacomo che dal Sottosegretario Saglia ma nel Decreto approvato e pubblicato si prevede che lo stesso “si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016”. Di guisa che le tariffe del Terzo Conto Energia saranno fruibili dagli impianti che entreranno in esercizio entro il 31 maggio 2011.
Altro tema su cui si è molto dibattuto e che ha rappresentato un punto di rottura, poi sanata, tra Romani e Prestigiacomo riguarda la tempistica di erogazione dell’incentivo.
Secondo i tecnici del Ministero dell’Ambiente lo stesso avrebbe dovuto coincidere con il momento in cui, completato l’impianto, si procede alla richiesta di allacciamento al gestore di rete; secondo, invece, i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, la tariffa andrebbe erogata solo dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto.
La soluzione? La tariffa sarà erogata solo a partire da questa ultima ipotesi ovvero entrato in esercizio l’impianto con una precisazione. Se infatti il gestore di rete ritardasse l’allacciamento dell’impianto alla rete, sforando i tempi previsti dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ARG/elt 99/08 e facendo perdere il diritto a una determinata tariffa incentivante, il proprietario dell’impianto riceverà un indennizzo ai sensi della delibera ARG/elt 181/10.
E’ quest’ultima una soluzione che ha pacificato i rapporti tra i due Ministeri ma che, di fatto, appesantisce ulteriormente la soluzione della problematica che era stata posta, gestore di rete permettendo!
In conclusione, vorremmo dare solo qualche numero del Quarto Conto Energia, con particolare riferimento alla norma forse più interessante ed apprezzata del Decreto, quella cioè riguardante i “Premi per specifiche tipologie ed applicazioni di impianti fotovoltaici”. A tal proposito, sono previste le seguenti maggiorazioni rispetto al tariffa base:
• + 5% per gli impianti fotovoltaici ubicati in zone classificate alla data di entrata in vigore del decreto dal pertinente strumento urbanistico come industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati;
• + del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti sulla base dell’ultimo censimento ISTAT effettuato prima della data di entrata in esercizio dei medesimi impianti, dei quali i predetti comuni siano soggetti responsabili;
• + 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto;
• + 10% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Unione europea.

Nelle prossime edizioni della rivista, avremo modo di approfondire il contenuto del Decreto cd. “Quarto Conto Energia”, facendo magari tesoro delle primissime esperienze concrete legate alla sua applicazione.

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