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Clamoroso alla conferenza sul futuro delle rinnovabili in Romania: “forse” i terreni non rimossi dal circuito agricolo entro il 1 luglio hanno una speranza!

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Nel corso della conferenza tenutasi ieri a Bucarest presso l’hotel Radisson, ed organizzata dalla Camera di Commercio Italiana in Romania in collaborazione con Confindustria Romania, della quale lo Studio Legale Tonucci&Partners è stato main sponsor, si è consumata una sorpresa inaspettata.

Infatti, dopo l’intervento dell’Avv. Pasquale Silvestro (Tonucci&Partners) che ha sottolineato la gravità in termini di impatto sugli sviluppi in corso della norma della OuG n. 57/2013 che imporrebbe di rimuovere i terreni dal circuito agricolo entro il 1 luglio 2013, pena l’inaccessibilità dei relativi impianti al sistema di promozione tramite certificati verdi, il Consigliere Parlamentare Silvia Vlasceanu ha clamorosamente fornito un’interpretazione della norma assolutamente originale ma, comunque (riferisce la Vlasceanu), da considerarsi la versione ufficiale del Governo.

Come noto, la norma suddetta è stata considerata dai molti ovvero banche, studi legali, istituzioni locali, ivi inclusi i Comuni che avrebbero dovuto applicarla, come riferibile a quei progetti in corso che alla data del 1 luglio 2013 non hanno operato la rimozione del terreno dal circuito agricolo. 

Ebbene, il Consigliere Silvia Vlasceanu ha invece sostenuto che la norma, riferendosi in realtà all’energia prodotta da impianti situati sui terreni agricoli, si applicherebbe solo ed esclusivamente ad una fattispecie speciale ovvero a quella degli impianti che già producono energia elettrica ma che insistono su terreni che non sono stati rimossi dal circuito agricolo. 

Per cui, sempre secondo la Vlasceanu, coloro i quali, invece, sono ancora in fase di sviluppo dei progetti e non hanno ancora ottenuto la rimozione dal circuito agricolo dei loro terreni, possono dormire sogni tranquilli e completare la procedura di rimozione anche dopo il 1 luglio 2013.

In riferimento a quanto sopra, ci teniamo a sottolineare che la norma, a nostro avviso, ha un contenuto così generico che l’interpretazione suddetta, per quanto possibile, appare marginale soprattutto come campo applicativo atteso che gli impianti che producono energia elettrica e che non sono stati rimossi dal circuito agricolo, sulla base della nostra esperienza, sono veramente un numero ristretto in considerazione del fatto che, come noto, in Romania non è possibile costruire gli impianti suddetti sui terreni agricoli, in base alla legge sulle costruzioni.

Nei giorni scorsi, Tonucci&Partners aveva già richiesto alle autorità competenti una interpretazione ufficiale della norma suddetta. Ovviamente alla luce di quanto sopra, Tonucci&Partners insisterà per ricevere maggiore chiarezza non potendo certo confidarsi nelle dichiarazioni, per quanto autorevoli, rese durante una conferenza.

 

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