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Fotovoltaico Romania: quando l’incertezza normativa diventa un obbiettivo politico

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La recente storia della politica legislativa della Romania nel settore delle rinnovabili è stata contraddistinta da continui annunci di modifiche normative.

A tal proposito, già a fine dicembre dello scorso anno, il Ministro Nita aveva dichiarato che il sistema di promozione era da ritenersi non sostenibile per il budget dello Stato Romeno e che fosse necessario intervenire riducendone sensibilmente la portata.

Di qui, tanti, troppi numeri. Da 6 a 3, poi da 6 a 4, poi da 6 a 4 +2! Il tutto accompagnato, ed è questo il dato normativo che ha più preoccupato gli investitori, da puntuali ordinanze d’urgenza (ns. Decreti Legge) pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia per eventuali osservazioni il cui destino non ha sempre coinciso con la conversione delle stesse in leggi definitive.

Siamo oggi a metà Novembre e, facendo un passo indietro, se ci avessero chiesto a Luglio quale sarebbe stato oggi il sistema di promozione del fotovoltaico in Romania, crediamo che tutti gli operatori non avrebbero avuto dubbi ad immaginare un quadro di supporto pesantemente modificato con una riduzione del numero di certificati verdi. Ed invece così non è stato. Molto probabilmente si chiuderà l’anno con un sistema che prevederà 4 + 2 certificati verdi per tutti gli impianti accreditati prima della successiva, e non auspicata, modifica normativa che supponiamo interverrà nei primi mesi del prossimo anno.

Non è questa la sede per disquisire degli aspetti normativi che ancora oggi restano aperti e che andrebbero chiariti quanto prima (e sono molti), ma vedendo lo stato “normativo” dell’arte oggi, viene il dubbio che l’incertezza dell’ultimo anno  sia stata più frutto di una precisa volontà politica che di esigenze d’interesse pubblico. Vista oggi, la tanto sbandierata sofferenza del consumatore domestico dinanzi all’aumento del prezzo dell’energia a causa dell’impatto della politica di sostegno alle rinnovabili, ha più sapore del paravento alle critiche sopraggiunte dalla totalità della comunità internazionale di  investitori del settore che di reale ragione di pubblico interesse da mostrare in occasione di pubblici incontri.

In finale, l’unica roccaforte da proteggere è stata rappresentata da quel “misterioso” tetto del PNAER rispetto al quale, fuori da certi ambiti, l’investimento del “terzo” invece di essere visto come un arricchimento per il paese è stato interpretato come una “minaccia” per coloro i quali hanno temuto di restare in “lista d’attesa”.

C’è ancora molto da fare e l’industria delle rinnovabili in Romania non è stata una parentesi ma siamo convinti che il Governo di questo paese dovrà seriamente prendere in considerazione nuove politiche di sostegno, pena il mancato raggiungimento entro il 2020 degli obbiettivi negoziati in Europa.

2 thoughts on “Fotovoltaico Romania: quando l’incertezza normativa diventa un obbiettivo politico

  1. Speciale energia: Romania, raggiunto già quest’anno l’obiettivo fonti rinnovabili per il 2020
    Bucarest, 18 nov 18:30 – (Agenzia Nova) – La Romania ha raggiunto già quest’anno l’obiettivo fissato con la Commissione europea per il 2020 di avere il 24 per cento della produzione nazionale di energia da fonti rinnovabili. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa il presidente dell’Associazione dei grandi consumatori industriali di energia (Abiec), Marian Nastase, in una conferenza stampa. “In soli due anni la Romania ha completato il suo piano per un decennio. Nel periodo 2013-2020 dovremmo dunque pagare il prezzo massimo per le sovvenzioni all’energia rinnovabile. Siamo fra i primi in Europa per quanto paghiamo per l’energia rinnovabile e questo fa perdere competitività ai prodotti romeni”, ha precisato Nastase. Attualmente il sistema di sovvenzioni con certificati verdi (titoli assegnati per ogni megawatt di energia pulita prodotta che possono essere venduti dai produttori di energia rinnovabile) che i grandi consumatori industriali sono obbligati ad acquistare è sospeso fino al 2017 per i produttori di energia di energia eolica e fino al 2018 per quelli da fonti idroelettriche o fotovoltaiche. L’Associazione dei produttori di energia eolica e alcune aziende del settore hanno già denunciato il governo di Bucarest alla Commissione europea per la modifica della legislazione nel settore delle rinnovabili. (Rob) © Servizi-italiani.net – Riproduzione riservata

    • Grazie del posto che avevano segnalato. Il tema è che l’annuncio che è stato fatto è destituito di fondamento e viene da un’area di influenza che ha determinato il cambio di rotta nel sistema di promozione. I numeri sono tutt’altro che pari al 24%. A tal proposito, credo che la fonte più accreditata sia quella dell’ANRE che hascritto in un parere al Governo che trova sul sito dell’Autorità che l’obbiettivo sarà raggiungibile il prossimo anno se il trend resta quello di quest’anno ma ha manifestato dubbi sul fatto che gli investitori, a fronte dell’incertezza normativa e delle riduzioni, porteranno avanti i loro progetti. Cordiali saluti

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