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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ON. AVV. FRANCESCO SCALIA (TONUCCI&PARTNERS)

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Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare urgente presentata dall’ On. Avv. Francesco Scalia, Off Counsel dello Studio Legale Tonucci&Partners, nella giornata di mercoledì 14 maggio 2014 ed avente ad oggetto il discusso intervento del Governo sui tagli retroattivi agli incentivi per le fonti rinnovabili, ed in particolare per il comparto fotovoltaico.

 

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02217
Atto n. 4-02217

Pubblicato il 15 maggio 2014, nella seduta n. 247

SCALIA  – Al Ministro dello sviluppo economico. –

Premesso che:

l’art. 1, commi 3-6, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 , convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, recante «Interventi urgenti di avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015», dispone che gli operatori del settore delle energie rinnovabili possano accedere, su base volontaria, ad incentivi ridotti ma prolungati di 7 anni;

da notizie di stampa, avallate in incontri tra rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico ed esponenti di AssoRinnovabili, la principale associazione di imprese attive in Italia e all’estero nella produzione di energia rinnovabile, si apprende però che il Governo starebbe valutando l’ipotesi di emanare un decreto per imporre, con effetto retroattivo, la possibilità di spalmare in un arco temporale più lungo (27 anni anziché 20) gli incentivi concessi agli impianti a fonti rinnovabili o comunque di intervenire attraverso l’adozione di norme retroattive nel settore fotovoltaico, tese alla riduzione del 10 per cento del costo dell’energia elettrica per le piccole e medie imprese;

il Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare, Silvia Velo, in un’intervista all’Ansa del 29 aprile 2014, ha confermato che «c’è nell’aria un decreto spalma-incentivi che potrebbe intervenire in maniera retroattiva sul solare, impattando sugli investimenti già fatti dalle aziende», che trova motivazione sull’«idea che la bolletta del Paese sia alta per colpa degli incentivi alle rinnovabili»;

l’ipotesi è stata da subito contestata da AssoRinnovabili e Anie-Gifi, che hanno inviato al Ministero dello sviluppo economico una nota molto dettagliata, che evidenzia le numerose criticità e preoccupazioni per un’eventualità di questo genere;

considerato che rimodulare in maniera obbligatoria gli incentivi già previsti contrasterebbe con il principio della certezza del diritto e colpirebbe la programmazione degli investimenti effettuati dalle imprese italiane ed estere che hanno puntato su questo settore, costituendo così un pericoloso precedente per la credibilità internazionale del nostro Paese e provocando, con tutta probabilità (come già avvenuto in Spagna) un importante contenzioso giudiziario;

considerato inoltre che:

il settore delle energie rinnovabili ha permesso la produzione di energia pulita e a costi più bassi, contribuendo all’obiettivo di indipendenza energetica dell’Italia;

l’intero settore, ed in particolare il fotovoltaico, è stato già pesantemente interessato negli ultimi anni da interventi normativi che ne hanno minato l’integrità e la solidità finanziaria. Tra questi, la revisione dei coefficienti convenzionali di perdita sulle reti, l’estensione della “Robin tax”, l’introduzione delle commissioni per i servizi resi dal gestore dei servizi energetici, l’applicazione del regime Imu, la previsione dei cosiddetti oneri di sbilanciamento e l’abrogazione dei prezzi minimi garantiti; ciò a dimostrazione di come il settore non abbia certo ricevuto in questi anni un trattamento di favore sul piano legislativo regolatorio, tecnico e fiscale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia davvero intenzione di emanare un decreto per spalmare in un arco temporale più lungo gli incentivi già accordati per le fonti rinnovabili, con effetto obbligatorio e retroattivo o comunque intervenire attraverso l’adozione di norme retroattive nel settore fotovoltaico tese all’obbiettivo di riduzione del 10 per cento del costo dell’energia elettrica per le piccole e medie imprese.

 

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